Galatone

Galatone - Chiesa del Crocifisso La chiesa matrice, dedicata alla Vergine Assunta fu edificata tra il 1591 e il 1595 sull'area di una chiesa precedente su progetto di Giovan Maria Tarantino di Nardò e Scipione Fanuli di Galatone.
L'edificio sacro, presenta una facciata scandita in tre ordini, il secondo dei quali è allegerito da una bifora sormontata da una trabeazione con timpano spezzato. L'interno, a croce latina con quattro cappelle per lato, conserva agli altari dipinti di Donato Antonio D'Orlando, e una copia settecentesca del Martirio di San Sebastiano eseguito da Mattia Preti per la chiesa napoletana di Santa Maria dei Sette Dolori. Notevole, nella prima cappella a sinistra, è l'altare ligneo dorato con baldacchino che racchiude il dipinto dell'Immacolata recante l'effigie e lo stemma del committente, monsignor Pietro Antonio D'Alessandro.
Chiesa di San Sebastiano, nota anche come chiesa di Sant'Antonio, con l'annesso convento dei Padri Domenicani. Il complesso sorse nel 1500 per volontà del marchese Giovanni Castriota, come attesta l'epigrafe al di sopra del portale.
La chiesa attuale fu costruita nel 1712 sull'area del tempio preesistente, del quale conserva l'elegantissimo portale con leoni stilofori e l'architrave su cui si svolge il pregevole bassorilievo raffigurante un corteo trionfale. Fu realizzata dai maestri Mauro Capozza di Lequile e Angelo di Giovanni di San Pietro in Lama. Ad aula unica con due altari per lato, il tempio conserva tele di Donato Antonio D'Orlando. L'altare del Rosario rifatto nel 1731 da Mauro Manieri, reca la tela della Madonna del Rosario del D'Orlando che esibisce lo stemma dei Pinelli.
Nel 1769 l'architetto Adriano Preite di Copertino intervenne sugli ambienti conventuali; il chiostro, ristrutturato nel 1873 da Quintino Tarantino, conserva due lunette affrescate di cui è interessante per la rarità dell'iconografia, quella raffigurante l'Abbraccio tra San Domenico e San Francesco.
Chiesa dell'Immacolata, sede la Confraternita di San Giovanni Battista. Edificata a partire dal 1642 dai maestri Ortensio e Cesare Pugliese con l'intento di collegarla ad un monastero di Clarisse, che non venne mai costruito, la chiesa presenta una facciata sobria conclusa da un coronamento spezzato che si innalza per accogliere una nicchia con la statua della Vergine, in corrispondenza del finestrone centrale con grate in pietra traforata.
All'interno l'altare barocco, che presenta nel fastigio l'Eterno Padre, è opera firmata di Ambrogio Martinelli (Copertino, 1616 - 1684).
Chiesa del Crocifisso, sorta per devozione ad un'immagine di Gesù dipinta nel XV secolo con le braccia incrociate davanti da un monaco del vicino convento di San Nicola di Pergoleto. A seguito del miracolo avvenuto il 2 luglio 1621 alla presenza di una decina di testimoni, l'immagine, raffigurante il Cristo con le braccia portate a tergo suscitò emozione tale da indurre la comunità ad erigere una chiesa (1623). L'incarico fu affidato ai maestri neretini Sansone e Pietrantonio Pugliese. Crollato nel 1683, l'edificio venne ricostruito su disegno di Fra Nicolò Milelli di Lequile, al quale subentrò nel 1687 Giuseppe Zimbalo.
La facciata è tripartita orizzontalmente da cornicioni di forte aggetto ed è ritmata da lesene con capitelli corinzi.
Nell'ordine inferiore il portale, le cui ante lignee furono eseguite nel 1696 da Aprile Petrachi di Melendugno, reca nell'architrave il gruppo scultoreo con il Cristo accompagnato da angeli e cherubini al di sotto di un baldacchino.
Ai lati del portale quattro nicchie ospitano le statue degli Evangelisti. Nel secondo ordine la finestra centrale a grata, in asse col portale, è fiancheggiata da due nicchie con le statue di San Giovanni Battista e di San Sebastiano; lateralmente su piedistalli sono le statue degli Apostoli Pietro e Paolo. Nel terzo ordine, culminate con un timpano spezzato, svettano le statue degli Arcangeli Michele e Raffaele.
L'interno, a croce latina con quattro cappelle intercomunicanti per ogni lato e cupola su tamburo ottagonale all'incrocio col transetto, è sfarzosamente decorato.
Spiccano la pregevole cantoria col sovrastante organo, intagliati e dorati nel 1699 dal Petrachi a cui spetta pure il soffitto della navata che racchiude al centro il dipinto settecentesco del galatinese Pietro Picca.
Sull'altare del braccio sinistro del transetto un dipinto della fine del Settecento raffigurante San Francesco di Paola mostra una bella veduta della città di Galatone.
Il fastoso altare maggiore venne realizzato nel 1747 da Donato Meroda su disegno di Emanuele Manieri custodisce l'icona miracolosa e presenta nel fastigio la tela con la Veronica del giordanesco Aniello Letizia, autore anche del dipinto in controfacciata.

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data ultimo aggiornamento:04/04/2001