Una delle più felici stagioni architettonico-artistiche della Regione si identifica con quella del Romanico Pugliese.
Quel particolare linguaggio artistico che, coinvolgendo l'Europa intera nei secoli XI-XII, acquistò dappertutto un'intonazione originale e differente, in Puglia assunse sfumature sue proprie e, data la particolare posizione geografica della regione, tramite naturale fra Oriente ed Occidente, fuse e armonizzò elementi provenienti dalle opposte sponde in un lessico di straordinaria portata, al quale non era estranea la padronanza dei lapicidi locali nella lavorazione della pietra, condizione che permise il fiorire di uno straordinario repertorio di bestiario fantastico nella produzione scultorea fra XI e XII secolo.
Se numerose sono le testimonianze del Romanico Pugliese in Capitanata e nel Salento, tuttavia è in Terra di Bari che si coglie un vero e proprio fermento di innovazione architetturale che porterà, sulla scorta della costruzione della Basilica di San Nicola di Bari, a riimovare dalle fondamenta gli impianti delle preesistenti Cattedrali che sempre più rappresenteranno lo status symbol della floridezza delle città portuali e dei centri urbani "paralleli" dell'entroterra, legati alle prime da indissolubili fattori economici.