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Chiesa di S. Croce
Le
vicende costruttive della chiesa, in origine
annessa al convento dei padri Celestini, hanno individuato nella costruzione del
complesso tre fasi ben distinte.
La prima, che va dalla data di fondazione nel 1549
al 1582, anno della consacrazione, coincide con la realizzazione dell’interno
della chiesa su progetto dell’architetto Gabriele Ricciardi .
La fase intermedia
vede la realizzazione dei tre portali esterni (1606), dell’altare
maggiore e di quello di S.Francesco di
Paolo (1614) ad opera di Francesco Antonio Zimbalo.
La terza ed ultima fase coincide con il
completamento dell’ordine superiore (1614) per mano di Cesare Penna e
Giuseppe Zimbalo.
La facciata, espressione delle più esuberante
decorazione barocca è suddivisa in due ordini da una balaustra fortemente
aggettante. In quello inferiore vi sono tre portali, quattro rosoni e una fila
di archetti. Il secondo ordine è sorretto da mensole cariatidi con presenza di
balconate.
La presenza di quattro colonne servono a scandire
gli spazi che portano al rosone. Inoltre vi sono due nicchie con le statue dei S.S.
Celestino e Benedetto e altre che raffigurano le allegorie della Fede
e della Fortezza. In fine con il
simbolo della Croce si conclude la facciata. L’interno
della Basilica ha pianta a croce latina ed è diviso internamente in tre navate,
a loro volta divise da due file di sette colonne; nelle navatelle si aprono
rispettivamente sette cappelle. Il transetto non aggettante ha due cappelle; su
quella di sinistra un portale consente l’uscita nel chiostro.
La navata maggiore è coperta da un soffitto a
cassettonato a forma esagonale, in noce con borchie dorate; l’abside,
posizionata nel coro, presenta una volta lunettata a spicchi con decorazione a
stucco della seconda metà del settecento . Infine all’incrocio del transetto
s’innesta la cupola, sostenuta da quattro pilastri binati, che si innalzano su
un alto tamburo.
Tra le opere, la
statua di Gesù Bambino creata da un
maestro di cartapesta leccese ed il dipinto raffigurante S.Cataldo
del XIX sec., opera di Alessandro Calabrese, posto nella parte sinistra della
sacrestia
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data ultimo aggiornamento:03/04/2001